FASHIONRICCIO. Valorizzazione del riccio di castagna attraverso il riciclo e l’utilizzo per lo sviluppo di nuovi materiali innovativi per il settore della moda

1 Settembre 2026

Castanea sativa (Mill.), nota come castagno europeo o castagno dolce, appartiene alla famiglia delle Fagaceae ed è una coltura frutticola di grande importanza economica nell’Europa meridionale, con l’Italia principale produttore.

Gli esemplari analizzati provengono dai castagneti del Monte Amiata e possiedono la certificazione IGP “Castagna del Monte Amiata”. La raccolta avviene tra settembre e novembre, con la maggior parte dei frutti destinata alla trasformazione industriale e il resto al consumo fresco.

In questa fase, molti ricci spinosi che proteggono le castagne vengono scartati o bruciati per prevenire infestazioni di parassiti, che potrebbero compromettere i raccolti futuri.

Questo approccio innovativo offre scalabilità, controllo preciso dei parametri e costi contenuti. i risultati preliminari indicano che i sottoprodotti potrebbero essere utilizzati nei bio-prodotti come fonte naturale di composti benefici, l’elevato contenuto di composti fenolici, ottenuto con metodi ecologici, è rilevante per la sua sicurezza, non tossicità e rispetto dell’ambiente.

La valorizzazione dei rifiuti del castagno offre soluzioni economiche e ambientali allo smaltimento dei sottoprodotti, con possibilità di generare reddito.

I risultati dello studio incoraggiano il riciclo dei sottoprodotti di C. Sativa, che non dovrebbero più essere considerati semplici scarti. Lo studio evidenzia il potenziale dei ricci di castagne IGP Monte Amiata come materia prima innovativa, economicamente vantaggiosa e disponibile, per applicazioni multi-prodotto nei settori della salute, della conservazione e nella produzione di accessori per la moda.

In questo contesto nasce il Gruppo Operativo FASHIONRICCIO, realizzato nell’ambito del CSR Regione Toscana 2023–2027 – Intervento SRG01 “Sostegno ai Gruppi Operativi PEI AGRI” e cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).